La Cina è un paese immenso.
I suoi territori si distendono a sud fino a lambire le fasce tropicali, e a nord non lontano dalla Siberia russa.
I suoi climi possono perciò virare dal caldo-umido più straziante al rigido freddo pre-polare.
Va da sé dunque che i cinesi da sempre abbiano una qualche dimestichezza con la neve.
Tuttavia, il paesaggio innevato non è mai stato tra i prediletti dagli artisti che hanno fatto la gloriosa storia della pittura cinese, i cui albori documentati vanno ricercati almeno al IV secolo, quando fu attivo Gu Kaizhi, unanimemente considerato come il padre della grafica d’autore cinese.

Hong Gongwang (1269-1354), Schiarita dopo la neve improvvisa, 1340 circa. Inchiostro e colori tenui su carta, cm. 29.7 x 102,6. Pechino, Palace Museum.

Questo specifico tema compare infatti solo saltuariamente nel repertorio dell’antica pittura del Regno di Mezzo, affrontato ad esempio nel suo stile inconfondibile da Huang Gongwang (1269-1354), uno dei giganti di quest’ambito dell’arte estremo-orientale.
Nella porcellana, le scene di paesaggio innevato sono pressoché assenti.
Si può presumere che questa rarità sia dovuta principalmente alla difficoltà di raffigurare il bianco della neve sul bianco della porcellana. Il paesaggio è infatti ben presente nella decorazione della porcellana fin dai suoi esordi più conclamati nel XIII-XIV secolo, allora utilizzato principalmente come elemento di ambientazione per scene narrative nelle quali compaiono personaggi di vario genere.
A partire dal XVII secolo, il paesaggio assume però una maggiore autonomia, mentre le figure si rimpiccioliscono secondo canoni già collaudati nella pittura tradizionale fin dall’epoca Song (960-1279), in base ai quali picchi montuosi e ampi specchi d’acqua riflettono la maestosità della Natura, in cui si inserisce quasi defilato l’Uomo. Una tendenza che prosegue ancora durante la dinastia Qing (1644-1911), durante la quale non mancano decori su porcellana – per lo più policromi – in cui il paesaggio è protagonista assoluto. Tuttavia, nonostante questi sviluppi, lo scenario innevato non riesce a trovare un suo percorso autonomo.

He Xuren, Scatola con coperchio, datata 1937, diam. cm. 8,5. Londra, British Museum.

Per questi motivi, l’arte di He Xuren (1882-1940) assume una particolare originalità nell’ambito della lunghissima storia della porcellana cinese.
La sua specialità è stata infatti quella di realizzare con straordinaria maestria paesaggi innevati esplicitamente concepiti per decorare vasellame in porcellana.
Attivo nei pressi di Jingdezhen, la città che da secoli ospita le maggiori fornaci di porcellana della Cina, tra cui quelle al servizio della corte imperiale, He Xuren si formò tuttavia a Pechino dove ebbe l’opportunità di visionare i moltissimi capolavori conservati presso la Città Proibita, avendo senza dubbio la possibilità di ammirare anche quei dipinti con paesaggio innevato tra cui il rotolo orizzontale di Huang Gongwang sopra ricordato.
Le sue vedute sono una perfetta combinazione di smalti policromi tenui con il bianco, sia quello del fondo immacolato della porcellana, sia quello espresso anch’esso a tocchi di pennello.
Paesaggi che evocano atmosfere oniriche, senza tempo, tra padiglioni e alberi di salice appesantiti dalla coltre nevosa. Di tanto in tanto, si vedono muovere piccole figure, spesso a bordo di barchette.

Shen Zhou (1427-1509), Vento e neve presso il ponte Ba. Inchiostro e colori tenui su carta, cm. 153 x 64,9. Tianjin Museum.

Quasi sempre, la composizione è accompagnata da un’iscrizione redatta dallo stesso artista, in una calligrafia minuta ma espressiva. In una delle sue opere egli si proclama fervente seguace di Shen Zhou (1427-1509), il pittore di Suzhou che fu il capostipite della cosiddetta Scuola di Wu, non a caso anch’egli autore di alcuni dipinti con paesaggio innevato di grande fascino.
He Xuren ha fatto parte di quel gruppo di artisti della porcellana noto come “Gli Otto Amici di Zushan”, dal nome del luogo in cui usavano riunirsi almeno una volta al mese per discutere di ceramica, alla stessa maniera in cui erano soliti ritrovarsi i letterati nei secoli passati.
Anche “Gli Otto Amici di Zushan” (in realtà il numero otto è solo indicativo, poiché gli studi più recenti hanno dimostrato che erano almeno dieci) sono a tutti gli effetti la versione novecentesca di quegli intellettuali che incarnano perfettamente gli ideali culturali del grande Regno di Mezzo.

Xe Xuren, Coppia di sigilli. Christie’s, 12 maggio 2017, venduti a £ 221.000.

He Xuren ebbe una bottega prolifica nella quale lavoravano parecchi allievi, ed infatti solo le opere di maggiore qualità gli si possono attribuire con certezza, mentre moltissimi sono gli esemplari realizzarti dai seguaci.
Inoltre, tra la fine del XX e i primi due decenni del XXI, il mercato è stato testimone di un proliferare di porcellane con scene innevate, molte delle quali hanno il sigillo che identifica il Maestro.
Si tratta dunque di copie, rivisitazioni, falsi.
In questi tempi di rivalutazione della porcellana realizzata durante il Periodo della Repubblica (1912-1949), il mercato dell’arte cinese è letteralmente invaso da vasellame maldestramente attribuito alla prima metà del Novecento.
In Italia, in particolare, non sono poche le case d’asta che offrono porcellane palesemente nuove dichiarandole del Periodo della Repubblica, pensando erroneamente che tutti possano abboccare e non considerando invece che in quei decenni si realizzarono opere di qualità straordinaria, in numero tuttavia meno elevato rispetto al passato, a causa della turbolenta situazione politica in cui versava il paese.

He Xuren, Vaso con paesaggio innevato, 1934. Christie’s, 13 maggio 2013, venduto a £ 182.500.

Tra questo vasellame di recente manifattura, non è raro incontrare vasi e piatti con paesaggi innevati nello stile di He Xuren, spesso accompagnati dai suoi sigilli.
Immancabilmente, queste riproduzioni non vengono vendute, a meno che non le si offra ad un prezzo adeguato, ovvero molto basso.
D’altronde, per comprare un’opera autentica di questo grande artista si debbono ormai mettere in conto diverse decine di migliaia di euro.