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Un’anfora in porcellana cinese, crocevia di tre dinastie

Il 31 maggio scorso, nelle sale di Christie’s a Hong Kong, è stata aggiudicata alla spaventosa cifra di oltre 18 milioni di dollari una eccezionale anfora in porcellana.

christiesInteramente rivestita di una vibrante invetriatura di tonalità céladon e alta quasi 52 cm, l’anfora riporta al di sotto della base il marchio dell’imperatore Yongzheng, e durante il suo regno (1723-1735) essa fu realizzata.
L’eccezionale risultato si giustifica con l’assoluta rarità di questo oggetto, nel quale si combinano spunti di ispirazione e soluzioni tecniche che si possono ricondurre a tre gloriosi periodi della storia cinese e dello sviluppo delle sue arti.
Nella forma l’anfora riprende infatti dei prototipi tipici ceramici della dinastia Tang (618-907), caratterizzati – come in questo esemplare – da corpo a sezione circolare che raggiunge la massima ampiezza nei pressi della zona mediana, collo cilindrico solcato in orizzontale da bande in rilievo a simulare l’effetto di un fusto di bambù; bocca espansa sulla quale si innestano le fauci dei due draghi che formano le anse; una serie di deliziose palmette a leggero rilievo, infine, punteggiano la spalla, sulle quali l’invetriatura lascia scoperti i bianchi dettagli dell’ornato all’interno.

Il tipo di invetriatura céladon che la riveste, di tonalità chiara tra il verde e il blu, fu sperimentato con risultati di grande fascino nel periodo Song (960-1279) nelle fornaci di Longquan.
I ceramisti delle fornaci imperiali di Jingdezhen – assecondando i desideri di Yongzheng che era, come il padre Kangxi prima (regno 1662-1722) e il figlio Qianlong dopo (regno 1736-1795), grande estimatore delle tradizioni artistiche del passato – recuperarono i modelli antichi adeguandoli ai nuovi canoni estetici, potendo inoltre contare su tecnologie ceramiche innovative. Adeguarono perciò forma e invetriatura alla pasta di porcellana, creando un capolavoro di perfezione ed eleganza.
Si conoscono pochissime anfore che si possono associare a questa, per forma, dimensioni e tonalità dell’invetriatura, e questa rarità ha contribuito notevolmente ad accrescere il numero di collezionisti che hanno partecipato all’asta, facendo di conseguenza lievitare enormemente il prezzo. Una si trova nel Palazzo imperiale di Shenyang (v. The Prime Cultural Relics Collected by Shenyang Imperial Palace Museum – The Chinaware volume, Second Part, Shenyang 2008, pp. 62-3, n. 5); una nel The Cleveland Museum of Art (inv. 1944-190); una nella The Chen Art Gallery, in California.

 

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