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Una estremamente rara e importante coppa in porcellana cinese con montatura in argento dorato

Una estremamente rara e importante coppa in porcellana cinese con montatura in argento dorato

Datazione: Coppa del periodo Jiajing (1522-1566); montatura probabilmente inglese 1580-1585 circa.
Descrizione: Decorata sull’esterno con quattro grandi medaglioni circolari in rosso sul bianco del corpo invetriato, la coppa in porcellana è sostenuta da uno stelo slanciato che si erge da piede circolare bombato ed è assicurata da quattro fasce verticali lavorate “a giorno”, l’orlo sottolineato da una fascia dentellata, l’intera montatura arricchita di dettagli incisi e cesellati, il piede con maschere alternate a frutti, la sezione mediana dello stelo con tre maschere leonine con anello mobile tra le fauci e tre conchiglie, le quattro fasce verticali con finali a mascheroni.
Dimensioni: 13,3 x 9,3 cm
Provenienza: Elisa Baciocchi (1777-1820), Granduchessa di Toscana e sorella di Napoleone Bonaparte; acquistata da Francesco Lugrammi, alto ufficiale del Regno d’Italia, e da lui a suo figlio Giulio Lugrammi (1876-1958), Comandante Generale del Porto di Marsiglia e senatore del Regno d’Italia che partecipò nel 1919 alla Conferenza di Pace di Parigi, quindi a suo figlio (1906-1991) e infine al nipote.


Questa coppa è un capolavoro, da molti punti di vista.

ESTREMAMENTE RARA ED IMPORTANTE ... La sua principale importanza, però, risiede probabilmente nella storia che racconta. Una storia molto lunga, durata più di quattro secoli. Una storia che ha coinvolto alti personaggi vissuti in almeno due continenti, Asia ed Europa. Dal suo primo possessore, possibilmente l’imperatore Jiajing (regno 1522-1566), a probabilmente Elisabetta Regina d’Inghilterra (1533-1588), da Elisa Baciocchi Granduchessa di Toscana e sorella di Napoleone, alla famiglia Lugrammi, che ha conservato orgogliosamente questo pezzo per circa due secoli.
Insieme a questi nomi molto influenti nella storia mondiale, essa racconta anche di un momento cruciale nell’affascinante storia dell’incontro tra due culture molto distanti, Cina ed Europa.

La porcellana: un ponte tra Cina ed Europa

Dal XIV secolo la porcellana è stata sicuramente il materiale più prezioso che poteva arrivare in Europa dalla Cina, questo è ampiamente noto. Dall’epoca di Marco Polo in poi, il vasellame cinese è diventato il bene più desiderato per tutti i principi europei. Prima dell’inizio del commercio diretto tra l’Asia e i portoghesi verso l’inizio del XVI secolo, il numero di porcellane cinesi che raggiungeva l’Europa era esiguo. Anche se non riuscivano a capire la reale composizione di quel materiale, i più influenti membri dell’élite europea comprendevano le straordinarie qualità della porcellana cinese, il suo corpo sottile e bianco, la sua impermeabilità e la vividezza della sua decorazione dipinta o modellata, completamente diversa da tutto ciò che avevano visto fino ad allora.
La porcellana cinese era semplicemente preziosa, ed era abbastanza degna per essere arricchita con montature in metallo, spesso realizzate dai migliori artisti specializzati nella lavorazione dei metalli. La rarità della porcellana cinese e la preziosità delle montature metalliche erano qualità che si combinavano per creare oggetti di estrema raffinatezza che potessero essere esposti nelle più importanti Camere delle Meraviglie (Wunderkammern), quelle stanze dove i principi europei conservavano i loro tesori più preziosi.

Gran parte della porcellana cinese ancora esistente arrivata nei secoli XIV e XV presenta infatti una montatura metallica, o ne era in origine provvista, come ad esempio il famoso vaso cosiddetto “Gaignières-Fonthill” (Dublino, National Museum), donato nel 1381 da Luigi I di Ungheria a Carlo III Re di Napoli (A. Lane, The Gaignières-Fonthill Vase. A Chinese Porcelain of about 1300, in “The Burlington Magazine”, CIII, 1961, 697, pp. 124,-132, tavv. 2-11), o la coppa con invetriatura céladon ora nello Hessisches Landesmuseum di Kassel, acquistata dal Conte Philipp von Katzenelnbogen verso il 1433-34 e certamente montata prima del 1453 (Porzellan aus China und Japan. Die Porzellagalerie der Langgrafen von Hessen-Kassel, Kassel 1990, pp. 10-11, 216-218).

Il gusto per le montature metalliche

L’uso di arricchire la porcellana cinese di montature metalliche continuò anche nei secoli successivi, anche se l’aumento di porcellane importate dalla Cina crebbe drasticamente con l’avvento delle varie Compagnie delle Indie Orientali europee nel XVI-XVII secolo, raggiungendo un apice nella Francia del XVIII secolo. Lo stile di queste montature ovviamente si adeguava ai cambiamenti di gusto.
La montatura in argento dorato che arricchisce la presente coppa mostra caratteristiche stilistiche che richiamano immediatamente i canoni del tardo Rinascimento e del Manierismo, per la presenza di motivi decorativi quali le grottesche connesse da maschere leonine, le conchiglie e le maschere baccanali.

Wine cup with cover, Mounts by Affabel Partridge (British, active ca. 1551–1580), Chinese porcelain, silver-gilt, British, London mounts and Chinese porcelainUn gusto che può essere messo in relazione con il periodo del regno di Elisabetta, regina di Inghilterra e Irlanda dal 1558 al 1603. E’ noto per evidenza documentaria che la regina ricevette come doni negli anni ’80 del Cinquecento un certo numero di coppe montate in porcellana (A. Jefferies Collins, a cura di, Jewels and Plate of Queen Elizabeth I, Londra 1955, p. 592, n. 1582), e tra queste la coppa ora nel Metropolitan Museum of Art di New York ((inv. n. 68.141.125a/b, dono di Irwin Untermyer, 1968), la cui montatura è presumibilmente opera di uno dei suoi orefici prediletti, Affabel Partridge. La montatura della coppa nel Metropolitan Museum non può essere comparata alla montatura del pezzo qui discusso, poiché quest’ultima è più complessa nella sua concezione generale e chiaramente più ricca nei suoi dettagli decorativi. Tuttavia, le sue caratteristiche stilistiche sono quelle tipiche degli artisti attivi in Europa verso la fine del XVI secolo, anche in Inghilterra alla corte della regina Elisabetta, e ci sono alcune possibilità che anch’essa sia un lavoro del già citato Affabel Partridge.

La più antica e nota porcellana cinese montata in Inghilterra è la “Coppa Lennard”, cosiddetta perché fu posseduta da Samuel Lennard (1553-1618), signore di un maniero a Wickham Court, West Wickham (British Museum, Percival David Collection: vedi S. Pierson, Percival David Foundation of Chinese Art. A Guide to the Collection, Londra 2003, p. 71, n. 58). La porcellana è del periodo Jiajing, la bella montatura ha un punzone londinese che la data intorno al 1560-1570. Da un punto di vista stilistico, nonostante molte differenze, questa coppa condivide all’incirca la stessa cronologia con quella qui discussa.

CupAncora a riguardo della montatura, ci sembra utile il confronto anche con le due Coppe Von Manderscheidt, una venduta a Londra da Sotheby’s (5 febbraio 1970, lots 169, 170), l’altra nelle raccolte del Victoria & Albert Museum (R. Kerr, Chinese Porcelain in Early European Collections, in Encounters. The Meeting of Asia and Europe 1500-1800, catalogo della mostra a cura di A. Jackson e A. Jaffer, Londra 2004, pp. 44-51: p. 48, pl. 4.4). Un’iscrizione su una delle due coppe registra che i due pezzi furono montati nel 1583 in memoria del Conte Hermann von Manderscheidt per volere di suo fratello il Conte Eberhart che molto probabilmente le aveva acquistate un anno prima viaggiando verso Gerusalemme, probabilmente in Turchia. Anche queste due coppe in porcellana sono del periodo Jiajing come quella qui discussa, ma lo stile della loro decorazione non può essere comparato, sebbene vi siano affinità nello stile della montatura, decorata con gruppi di frutta e maschere.

Un oggetto simile in Turchia

E’ significativo nel contesto in cui ci siamo inoltrati anche l’analisi delle relazioni diplomatiche tra l’Inghilterra e l’Impero Ottomano durante il regno della Regina Elisabetta. I due paesi firmarono infatti nel 1580 un trattato con il quale stabilivano migliori legami commerciali, grazie all’attività di William Harborne (-1618) che era stato nominato ambasciatore nel 1586. A quel tempo i sultani turchi avevano già ammassato una grande quantità di porcellane cinesi, la base della straordinaria collezione ora nel Topkapi Saray Museum di Istanbul. La presenza di una coppa molto simile a quella qui discussa in quella raccolta (R. Krahl, Chinese Ceramics in the Topkapi Saray Museum, 2 volls, London 1986: II, p. 824, n. 1658) potrebbe costituire un indizio della provenienza della nostra coppa in porcellana, anche se al momento non esistono prove documentarie che possano confermarlo.

La coppa del Topkapi Saray Museum è datata al periodo Jiajing, sebbene non abbia marchio. La sua principale caratteristica decorativa è la presenza dei medaglioni circolari rossi sull’esterno della parete. Questo motivo – che può anche essere associato al sole, così come appare su abiti direttamente riferiti all’imperatore cinese, il Figlio del Cielo (天子, tianzi) – è tipico di un gruppo di ciotole prodotte a Jingdezhen verso la metà del XVI secolo, molto apprezzato in Giappone dove prende il nome di akadama (letteralmente “decoro a macchie rosse”). In qualche caso, ciotole di questo tipo presentano una decorazione supplementare a oro, e questa è la ragione perché esse sono note con la definizione giapponese di kinrande. Ciotole in stile kinrande erano anche tra quelle porcellane cinesi del periodo Jiajing che raggiungevano l’Europa verso la metà del XVI secolo, come ad esempio i due esemplari provenienti dal Castello di Ambras (W. Seipel, Exotica. Portugals Entdeckungen im Spiegel fürsstlicher Kunst- und Wunderkammern der Renaissance, catalogo della mostra, Vienna 2000, n. 209).

Una grande ciotola a Palazzo Pitti

Tracce di un’originaria decorazione a oro compaiono anche su una grande ciotola (22 cm diam) ora a Palazzo Pitti, Firenze (F. Morena, Dalle Indie orientali alla corte di Toscana. Collezioni di arte cinese e giapponese a Palazzo Pitti, Florence 2005, n. 44, pl. XI). Questa coppa appartenne con molte probabilità a Ferdinando I de’ Medici (1549-1609), che formò un’importante collezione di porcellane cinesi già durante il suo soggiorno a Roma in veste di cardinale prima del 1587 quando divenne Granduca di Toscana, alcuni pezzi della quale furono inviati in dono a Cristiano di Sassonia nel 1590, ora nella Porzellansammlung di Dresda (L. Reidemeister, Eine Schenkung chinesischer Porzellane aus dem Ende des 16. Jahrhundert, in “Ostasiatische Zetschrift”, 1933, pp. 12-16). La coppa fiorentina ha una decorazione che consiste in un grande medaglione rosso al centro del fondo e sei altri simili sull’esterno, disposti appena sotto una fascia rossa nei pressi dell’orlo e sopra una banda di foglie verdi verso la base. La coppa ha un marchio a sei caratteri di Jiajing al centro della base.
Nonostante le differenze nelle dimensioni e in alcuni dettagli della decorazione, l’esemplare di Palazzo Pitti e la coppa qui discussa appartengono certamente alla stessa famiglia di porcellane. Questo confronto permette quindi di prendere in considerazione l’ipotesi che anche la coppa più piccola possa avere un marchio Jiajing, ma ciò deve purtroppo rimanere un mistero a causa delle insormontabili difficoltà nello smontare il pezzo.

In ogni caso – la coppa con marchio o senza, la montatura con autore o anonima – quel che è certo è la straordinaria importanza storica e artistica di questo pezzo. Per comprenderla, sarà sufficiente riflettere anche solo per un momento sui personaggi che molto probabilmente l’hanno maneggiata: imperatori, regine, duchesse, alti dignitari e tutte quelle altre persone che sicuramente l’hanno avuta tra le mani e che per ora non conosciamo.

Francesco Morena

Francesco Morena

Francesco Morena è specialista riconosciuto internazionalmente di arte estremo-orientale. Ha all’attivo collaborazioni con i più prestigiosi musei di arte asiatica del mondo, alcuni dei quali frequentati grazie all’assegnazione di specifiche borse di studio, e ha collaborato come esperto con alcune case d’aste, redigendo cataloghi per vendite che hanno ottenuto importanti risultati economici. 

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