X
Menu
X

Super Robots, for ever and ever!

Super Robots, for ever and ever!

Venerdì 31 ottobre, ero a Lucca. E’ stata la mia prima volta a LuccaComics, l’evento clou per gli appassionati di fumetti in Italia (e non solo, a quanto ho appreso), giunto alla sua 35a edizione. Meglio tardi che mai!
La giornata era bellissima. Il cielo terso e l’arietta frizzante ma non fredda hanno creato le condizioni ideali perché la fiumana di gente arrivata in città si riversasse tra le strade e i vicoli della magnifica cittadina toscana.
Non c’ero mai stato, ripeto, ma a fine giornata l’impressione che ho avuto è stata ottima. Un’orda educatissima di persone, per lo più ventenni, si aggirava felice e serena tra gli stands ubicati nei punti nevralgici del centro storico, oppure affollava le strutture che la città ha messo a disposizione per l’evento (palazzi e chiese, soprattutto), nelle quali si svolgevano incontri, conferenze e mostre. Molti erano lì per vedere, visitare, conoscere e acquistare, ma molti altri desideravano soprattutto farsi vedere. Già, perché un grande numero di persone è arrivata a Lucca travestita, indossando i panni dei personaggi di fumetti, cartoni animati e films che hanno accompagnato, e accompagnano, momenti belli della loro vita. Molti si saranno davvero divertiti a diventare per un giorno un supereroe, ma ho la sensazione che altrettanti desideravano anche un attimo di notorietà, trovando soddisfazione altissima quando si chiedeva il permesso di fare una foto. Ho incontrato persone davvero immedesimate nel ruolo: il Superman di Pietrasanta sembrava fosse proprio convinto di volare (in realtà anche nel fisico gli assomigliava proprio, per non parlare della Wonderwoman di Acitrezza…), così come il gruppo di militari che ha inscenato la sparatoria con gli zombie: sembrava di essere presenti alla lavorazione di un film di Romero!

20141031_103526

La Chiesa di San Francesco a Lucca con la mostra di Super Robots

Una sorta di Carnevale, dunque, gioioso e liberatorio, e anche un po’ ‘chic’. Unico aspetto negativo, a mio parere, gli spazi negli stands non reggevano in certi casi la quantità di persone. A volte sembrava di partecipare ad una processione piuttosto inutile poiché, tale era l’affollamento, che non era possibile dare neanche uno sguardo alle varie mercanzie, fumetti, gadgets e altro. E così, ad un certo punto, un po’ affranto, mi son chiesto: vale davvero la pena di acquistare il biglietto che consente l’ingresso negli spazi espositivi, oppure la meglio cosa è semplicemente bighellonare tra le strade per godersi quello spettacolo carnascialesco?

Tra gli spazi a ingresso gratuito c’era anche la Chiesa di San Francesco. E’ lì che Fabrizio Modina e Nicola Boccardo hanno allestito una bella mostra di Super Robots, ovvero giocattoli giapponesi raffiguranti gli eroi di fumetti manga e cartoni animati anime, realizzati dagli anni Sessanta a oggi specialmente in Giappone e collezionati con passione in tutto il mondo, ma con particolare amore proprio in Italia. Nel nostro paese infatti gli eroi animati nipponici hanno riscosso fin dal loro arrivo negli anni Settanta un enorme successo tra i bambini di allora, me compreso. Che ora son diventati adulti (me compreso…), alcuni con figli, ai quali si cerca di tramandare questa passione, fondata sì sul piacere della visione animata, ma anche – e soprattutto – sui contenuti nobili ed emozionanti di quelle storie ormai intramontabili. Questo transfer generazionale di cultura popolare ed esperienze tra i-padri-quarantenni-bambini-di-allora e i loro-figli-pre-adolescenti avviene oggi in maniera del tutto naturale, lo sto sperimentando. Ed è per questo che in maniera del tutto naturale ho avuto l’idea della mostra che si tiene attualmente a Treviso, presso Casa dei Carraresi, ‘sibillinamente’ intitolata Giappone. Dai samurai a Mazinga. Della quale però non dirò nulla, poiché in altrettanto ovvio conflitto di interessi, se non che essa miscela elementi del la tradizione giapponese e delle sue arti antiche con la cultura popolare contemporanea, in una serie di rimandi tutt’altro che azzardati quanto invece espliciti. Chi la visiterà vedrà.

IMG_8393

Una delle sale delle mostra “Giappone. Dai samurai a Mazinga”, Treviso, Casa dei Carraresi

A Lucca c’ero su invito proprio di Fabrizio Modina, che ha partecipato alla mostra di Treviso quale membro del comitato scientifico, e con il quale abbiamo collaborato nella selezione dei super robots per quella esposizione, tutti provenienti da collezioni private italiane, veri tesori di Mitologia Contemporanea, secondo il termine coniato proprio da Fabrizio per identificare il fenomeno legato agli eroi della nostra infanzia, Mazinga, Goldrake, Jeeg e folto seguito.
Il mio ruolo nell’occasione di questo intervento a LuccaComics è stato marginale, com’è giusto che fosse. Piuttosto che per introdurre la mostra, spiegata sicuramente meglio dal bel video-reportage di Sideways, ho prestato volentieri la mia voce e la mia presenza per testimoniare l’exploit che vivono attualmente i Super Robots e quella cultura vintage.
La bella San Francesco ha fatto dunque da cornice non solo alla mostra sui giocattoli, ma anche e soprattutto alla presentazione del libro SRF Super Robot Files 1963/1978. L’età d’oro dei robot giapponesi nella storia degli anime e del collezionismo di Fabrizio Modina, pubblicato dalla J-Pop. Il primo volume di una serie nei quali si ripercorrerà un momento irripetibile della cultura giovanile del Novecento. Fabrizio l’ha presentato sull’altare barocco della chiesa, intervallando gli interventi degli speakers, me compreso, con la proiezione di video con stralci dalle serie di anime più popolari, in una carrellata di colore e fantasia, al ritmo di note epiche come quelle dei Carmina Burana. Un accostamento suggestivo, degno dell’austera ed enorme volta di San Francesco. Non ho visto in chiesa fedeli, che forse avrebbero potuto storcere il naso a quell’intrusione (Mazinga e San Giuseppe alla stessa mensa!), e mi chiedo – ripensando per un attimo a Treviso – come sia possibile che qualcuno ritenga ancora oggi blasfemo che l’antica armatura di un samurai possa condividere gli stessi spazi con Gundam (per fare un esempio), considerando che quest’ultimo altro non è che una trasposizione futuristica del guerriero della tradizione giapponese, del quale riprende non solo gli ideali ma anche l’equipaggiamento.

copertina

La copertina del volume di Fabrizio Modina

Il volume di Fabrizio Modina ha formato elegante e maneggevole. E’ tutto illustrato a colori con un’enorme quantità di immagini di giocattoli in bellissima definizione eppure, evviva!, costa la modesta cifra di 20 euro. Non è un dato da sottovalutare poiché un prezzo del genere invoglierà senz’altro anche i più giovani all’acquisto. E mi sembra, ricordando le parole di Fabrizio alla presentazione e leggendo tra le righe del suo testo, che lo scopo di questa pubblicazione non sia tanto quello di tessere un elogio nostalgico di un tempo ormai passato (seppure, per certi versi sia inevitabile), quanto invece presentare ai più giovani il mondo fantastico dei Super Robots.
A provare che il volume sia rivolto anche ad un pubblico più giovane, ovvero i ventenni che affollavano travestiti le strade di Lucca durante l’evento, contribuisce anche il concept grafico ideato da Modina, fin dalla copertina. Non un inno al passato, con la riproposizione magari di una vecchia locandina di anime; bensì una composizione di silhouettes dei testoni di acciaio di Goldrake, Mazinga e Zambot. Sagome nei toni del grigio che si ritrovano anche all’interno del libro nelle aperture che introducono le varie annate e i vari personaggi. I testi sono concepiti da una parte per fornire informazioni sulla nascita e l’evoluzione dei characters, dall’altra raccontano con linguaggio fluido e divertente la trama del fumetto o del cartone animato, illustrando i vari protagonisti delle storie proprio con le immagini dei giocattoli. E’ questa senza dubbio la parte del testo che più mi ha emozionato. Nonostante abbia infatti nitida la memoria di quei momenti della mia infanzia trascorsi davanti al televisore, i dettagli sono ahime! nel tempo svaniti. Ad esempio, ricordo perfettamente Mazinga che si erge possente aspettando l’arrivo di Koji Kabuto, quell’imbranato di Boss Robot e anche altri personaggi, ma mi sfuggono le trame (d’altronde son passati più di trent’anni…) e la miriade di altri protagonisti di quell’avventure. Così a rileggere i testi di Fabrizio nel suo nuovo volume, ho vissuto la sensazione di un lungo e piacevolissimo déjà vu, con le note di accompagnamento di quelle sigle ormai mitiche.
Il volume sarà inoltre indispensabile per tutta quella folta schiera di collezionisti di questo tipo di oggetti, grazie ai quali quelle straordinarie storie di lealtà, coraggio e amicizia saranno tramandate alle future generazioni.
Infine, auguro sinceramente a Fabrizio che il progetto condiviso con gli altri collezionisti e cultori di Super Robots di aprire uno spazio di esposizione permanente di questi loro tesori diventi presto una realtà. Loro ne saranno soddisfatti, ma anche noi spettattori potremo avere un punto di riferimento importante per rivivere certe passioni della nostra infanzia, che sia inoltre un luogo di cultura ed educazione per i bambini di oggi e di condivisione tra questi ultimi e i loro genitori.

Francesco Morena

Francesco Morena

Francesco Morena è specialista riconosciuto internazionalmente di arte estremo-orientale. Ha all’attivo collaborazioni con i più prestigiosi musei di arte asiatica del mondo, alcuni dei quali frequentati grazie all’assegnazione di specifiche borse di studio, e ha collaborato come esperto con alcune case d’aste, redigendo cataloghi per vendite che hanno ottenuto importanti risultati economici. 

Altri post che potrebbero interessarti

Fiori e uccelli delle quattro stagioni nell’opera di Imao Keinen Un capolavoro di Kuniyoshi Toyohara Kunichika Yabu Meizan, re di Satsuma Arte giapponese in asta a New York presso Bonham’s Chinoiserie americana L’arte giapponese non è morta! Le maschere dell’anima
Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

 

OrientArt offre servizi di consulenza per lo studio dell’autenticità delle opere d’arte sia antiche sia contemporanee, garantendo professionalità nella loro valutazione economica e riservatezza nell’intermediazione per l’acquisto e la vendita.

I NOSTRI SERVIZI DI EXPERTISE

Lingua:

Archivi