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Dettagli progetto

mostre

Fiori e uccelli delle quattro stagioni nell’opera di Imao Keinen

Location

Fortezza da Basso, Firenze

Periodo

dal 5 al 7 ottobre 2018

In occasione della Florence Tattoo Convention, OrientArt ha proposto una raccolta di opere di Imao Keinen (1845-1924), autore che si è specializzato nella cosiddetta kacho-ga, ovvero la pittura che ha come tema i “fiori e gli uccelli” e soprattutto il modo in cui questi due elementi della natura reagiscono alle variazioni delle stagioni della natura.
In mostra alla Fortezza da Basso di Firenze per la più importante kermesse italiana dedicata all’arte del tatuaggio, alcune delle stampe policrome di questo artista che fanno parte della sua opera certamente più famosa, intitolata Keinen kachō gafu e pubblicata nel 1892, dalle quali abbiamo potuto trarre spunto per una chiacchierata sulla sofisticata sensibilità dei popoli asiatici per l’eterno mutare delle stagioni della Natura.

Album di fiori e uccelli di Keinen

Le otto stampe che qui si presentano fanno parte di un lavoro intitolato Keinen Kachō Gafu (“Album di fiori e uccelli di Keinen”), una raccolta di quattro libri ognuno a raccogliere quaranta stampe concepite da Imao Keinen (1845-1924), intagliate da Tanaka Hirokichi, stampate da Miki Jinzaburo e pubblicate nel 1891 dall’editore Nishimura Soemon.
Si tratta di xilografie policrome, ovvero stampe su matrici in legno, nel formato cosiddetto “grande” (ōban, all’incirca cm. 35 x 25), sei singole e due dittici, ognuna delle quali raffigura uno scorcio di natura in cui compaiono uno o più uccelli e fiori e piante di vario genere, in accordo con i mutamenti delle stagioni.
Formatosi secondo i canoni dell’Ukiyo-e, le “immagini del mondo fluttuante”, ovvero quel genere artistico in voga in Giappone durante il periodo Edo (1603-1868) che ebbe proprio nella stampa il suo mezzo espressivo prediletto, Imao Keinen raggiunse una duratura popolarità proprio con questa sua opera nella quale si confrontava con un tema classico della cultura giapponese.
La Natura e i mutamenti stagionali costituiscono infatti un soggetto importantissimo per la tradizione nipponica, esplorato da tutti gli artisti dell’arcipelago asiatico dalle origini alla contemporaneità. Nell’ambiente circostante essi trovarono un’inesauribile fonte di ispirazione, potendo allo stesso tempo scandagliare quella visione panteistica che pervade il pensiero filosofico e religioso autoctono di questo popolo, quel complesso di idee e mitologia chiamato Shintō, la “Via degli dei”.