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Il Dio hawaiano della Guerra

2017_par_15341_0153_000importante_statue_hawaienne_de_style_kona_circa_1780-1820_representantL’asta di Christie’s di arte tribale che si terrà martedì 21 novembre 2017 a Parigi, si preannuncia come una delle più entusiasmanti degli ultimi anni.
I lotti fanno parte della collezione di Pierre Vérité (1900-1993), mercante d’arte, e di suo figlio Claude che nell’attività commerciale si affiancò al padre negli anni Sessanta del Novecento. Una sezione consistente di questa meravigliosa raccolta è stata già dispersa in un’epica asta del 2006 per l’importante cifra di 44 milioni di euro
Alcuni dei pezzi – che provengono dall’Africa, dall’Oceania e dal Nord America – sono davvero notevoli. Ma uno in particolare ha la stoffa per diventare un oggetto d’arte da record.
Si tratta del lotto 153, una straordinaria scultura hawaiana di stile kona, raffigurante il dio della guerra ku ka’ili moku e databile al 1780-1820 circa. Sul catalogo è riportata l’indicazione Estimate On Request, ma la curatrice della vendita ha fatto sapere che la sua stima è tra i 3,5 e i 5 milioni di euro. Cifre che non possono certo paragonarsi a quelle che riguardano l’arte contemporanea oppure gli impressionisti, e neanche il molto discusso Salvator Mundi di Leonardo, battuto qualche giorno fa per 450 milioni di dollari, ma che hanno un particolare valore se inserite nel contesto di un segmento più di nicchia qual è quello dell’arte tribale.
Intagliata nel legno ohi’a-lehua (metrosideros collina) che è autoctono dei paesi della Polinesia, e alta solamente 53 cm., è piuttosto la sua assoluta rarità a fare l’importanza di questo oggetto, oltre che l’impressionante potenza che emana.
Lo stile kona, spiegano gli esperti di Christie’s coinvolti in questa vendita nella lunga scheda che nel catalogo accompagna diverse immagini dell’oggetto, è tipico dell’omonima costa occidentale delle Hawaii e va riferito al periodo tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento durante il quale regnò Kamehameha che era, per l’appunto, particolarmente devoto a ku ka’ili moku. Si caratterizza per l’estremo vigore dell’intaglio e per un’accentuata strutturazione dei corpi delle figure rappresentate. Come in questo prezioso esemplare, le sculture kona mostrano sempre una disproporzione tra le varie parti del corpo, con la testa molto più grande rispetto al busto, e quest’ultimo molto più imponente rispetto alle gambe.
Aspettiamo di capire quale sarà l’esito dell’asta, ma nel frattempo ci piace pensare a quale intensa sensazione deve aver provato l’esperta Christie’s quando si è trovata per la prima volta di fronte a questo capolavoro.