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Chen Hongshou, breve ritratto

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Chen Hongshou, Autoritratto. New York, The Metropolitan Museum of Art.

Chen Hongshou (1598-1652) è stato uno degli artisti che più hanno influenzato l’evoluzione della pittura cinese tra il XVIII e il XX secolo. La potente struttura lineare e l’armonica calibratura delle campiture delle sue opere, sono elementi stilistici che hanno ispirato un folto numero di discepoli, seguaci e ammiratori, tra cui gli Otto Eccentrici di Yangzhou e alcuni tra i protagonisti della Scuola di Shanghai, come Ren Xion (1823-1857), Ren Xun (1835-1893) e Ren Yi (1840-1895), in un revival che continua tutt’oggi tra quei pittori cinesi che si rifanno alla tradizione.

La specialità di Chen Hongshou fu senz’altro la rappresentazione della figura umana, sebbene si sia cimentato con risultati notevoli anche con altri temi, tra cui il paesaggio e le composizioni di ‘fiori e uccelli’. Fu anche un eccellente calligrafo e un poeta ispirato.
I personaggi che popolano i suoi dipinti sono molto lontani dalla rappresentazione realistica, mostrando invece un’accentuata vena caricaturale. I suoi uomini e le sue donne hanno infatti volti allungati, dalle dimensioni maggiori rispetto alla verità fisiognomica, divenendo inevitabilmente il punto focale della composizione. I drappeggi degli abiti scandiscono armonie di tratti, che alternano stesure più sottili ad altre più spesse. Tra le linee si dispongono elegantemente gli inchiostri colorati, applicati in tonalità a volte soffuse, a volte più brillanti, ma sempre in simbiosi con i ritmi della modulazioni lineari. I suoi dipinti sono quindi prima di tutto virtuosismi grafici. Chen Hongshou si dedicò infatti con successo anche all’illustrazione per edizioni a stampa xilografica di romanzi storici, come I briganti e Il romanzo della Camera Occidentale, e certamente questa sua esperienza influenzò la sua maniera di dipingere.

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Chen Hongshou, Lohan. Cleveland Museum of Art.

Nato a Zhuji nella provincia dello Zhejiang, Chen Hongshou apparteneva ad una famiglia nobile che avrebbe voluto per lui la carriera da funzionario nell’amministrazione imperiale. Fin da bambino mostrò attitudine per l’arte, dedicandosi soprattutto alla copia dei dipinti di Li Gonglin (1049-1106 circa) che si era distinto anch’egli nella pittura di figure. In seguito avrebbe frequentato lo studio di Lan Ying (1585-1664 circa), specializzato in composizioni di fiori e uccelli. Dopo aver fallito per due volte gli esami provinciali, cominciò a guadagnarsi da vivere come pittore professionista, e fu allora che iniziò a cimentarsi anche con l’illustrazione.
Nel periodo immediatamente successivo al cambio di dinastia tra Ming (1368-1644) e Qing (1644-1911), visse un periodo di profonda crisi emotiva che ebbe come riflesso l’adozione di uno stile di vita più eccentrico. Il suo amore per le donne e la sua smodata passione per il vino si acuirono, e numerosi sono i dipinti, così come i componimenti poetici, di questa fase finale della sua vita che hanno come tema le riunioni tra artisti durante le quali si beveva, si dipingeva e si scrivevano poesie. Questi incontri erano l’unica distrazione in un regime di vita ritirato nel quale prevaleva la solitudine e la meditazione lontani dalle problematiche della società.
Il grande merito di Chen Hongshou fu soprattutto l’aver riportato in auge la pittura di figure della grande tradizione Song (960-1279), decaduta prima di lui nel limbo della pittura di genere. Il suo stile è immediatamente riconoscibile, per la forte carica espressiva dei suoi personaggi e per l’abilità con cui riusciva a raffigurare gli altri elementi della scena, come gli alberi, delineati con minuziosa attenzione.

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